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Prima volta in Pista

31 Gennaio 2020
Mock

CONSIGLI PRATICI, TECNICI E DI SICUREZZA

IL PILOTA

Come ben sappiamo anche se infinitamente più sicuro che farlo in strada, nonostante vengano prese miriadi di precauzioni, correre in pista è un’attività potenzialmente pericolosa per tutti coloro che la praticano, sia che si parli di esperti, sia che si parli di principianti. Per questo alcune persone trascorrono i giorni precedenti alla prima "pistata" in uno stato di ansia e trepidazione per il grande evento. Niente di più sbagliato! In pista bisogna essere calmi e coscienti di ciò che si sta facendo, bisogna riuscire a mettere da parte quella comprensibile emozione che chiunque quella prima volta ha provato e concentrarsi al 100% su ciò che si sta facendo. Per questi motivi è consigliato arrivare in Autodromo con un buon anticipo rispetto all’inizio dei turni (la pista apre alle 8), in modo che si abbia il tempo di firmare la liberatoria, sistemare l’attrezzatura nei box, mettere la moto sui cavalletti, infilarsi la tuta, ascoltare con attenzione i briefing di sicurezza e completare tutte quelle operazioni che ci consentiranno di essere pronti. Oltre a ciò che sarà spiegato nel briefing, notizie importanti sulle cose a cui prestare veramente attenzione, ci sono alcune dritte che è necessario conoscere per poter prendere confidenza col tracciato senza dover rischiare l’osso del collo o la moto.

Ad esempio, una delle cose più semplici e pratiche è portarsi dietro da casa un foglio con stampata la mappa della pista, questo aiuterà a memorizzare la sagoma del circuito prima di percorrerlo, permettendo di ricreare mentalmente un’idea delle traiettorie, per non essere del tutto impreparati una volta varcata la soglia della pit lane. La mappa può essere utile per annotare qualche appunto, sulle sensazioni riscontrate, su eventuali buche o avallamenti, su punti di riferimento, traiettorie, o su quale marcia è stata utilizzata in un determinato punto.

Tenere a mente che, in quanto neofiti, non si sta correndo per fare il "best lap" ma per divertirsi e imparare, capire i propri limiti (perché arrivano prima quelli fisici di quelli della moto) e allenarsi! Perciò non ha senso cimentarsi in staccate all’ultimo metro, andare a toccare il gomito in piega o uscire dalla curva anticipando l’apertura del gas sempre di più, guidando nervosamente. Sarebbero solamente pratiche che rallenterebbero ulteriormente la vostra andatura, aumentando sensibilmente il rischio di una caduta.

Quello che va fatto è guidare con criterio, senza forzare, cercando di far scorrere la moto il più possibile e in modo da farle fare strada, imparare a sfruttare tutta la larghezza della pista in entrata e in uscita di curva, prendendo come riferimento i cordoli, andando a sfiorarli con le ruote. Il tempo sul giro arriverà più in là, dopo aver fatto tutta la pratica necessaria. È normalissimo stancarsi dopo 5/10 minuti consecutivi, poiché il circuito di Mores è molto tortuoso ed il rettilineo dà poco tempo per riprendere fiato. I riferimenti per staccare bisogna prenderli sulla pista, mai affidarsi al tachimetro, perché staccare quando la strumentazione segna "tot" km/h distoglie lo sguardo dalla pista! Idem per il cambio marcia, non serve guardare il contagiri, ma semplicemente andare ad "orecchio". Inoltre, i primi giri saranno tutti molto differenti l’uno dall’altro e aspettando la "velocità giusta" per frenare basterebbe uscire più lenti da una curva rispetto al giro precedente, per andare a frenare troppo avanti. I riferimenti giusti possono essere i cartelli, i cordoli, una macchia sull’asfalto, punti fissi che possano essere ritrovati anche la volta successiva. Tenere a mente, che amici e fidanzate che sono venuti a vedere, preferiscono di gran lunga rivederci a fine prove, che vederci fare il sorpasso della vita per poi andare dritto nella via di fuga, scomparendo in una nuvola di polvere! A proposito, spesso gli accompagnatori si mettono sul muretto del rettilineo con cronometro e macchina fotografica, rallentare improvvisamente sul rettilineo per farsi scattare una foto è una manovra folle, potrebbe essere causa di un brutto contatto con il pilota che ci segue. Per lo stesso motivo non è consentito mettersi in scia ad un altro pilota. Nonostante tutto nemmeno mantenere un atteggiamento serio e concentrato osservando tutte le norme di sicurezza può preservarci al 100% dalle cadute. L’atteggiamento da mantenere in questi casi è di totale collaborazione col personale di soccorso, seguendo fermamente i consigli o le indicazioni che possono dare. Qualora la caduta non comporti particolari conseguenze, prima di riprendere la sessione di allenamento, verificare che tutti i serraggi di dadi e viti siano a posto, in particolar modo, quelli delle pedane coi relativi leveraggi, semimanubri, leve freno/frizione e comando del gas, verificandone inoltre le loro complete integrità e funzionalità.

LA MOTO

Premesso che, ogni pilota dovrebbe avere un minimo di conoscenze meccaniche e tecniche generali sul funzionamento di una moto e dei suoi componenti, abbastanza sufficienti da poter valutare personalmente che TUTTI i lavori di manutenzione di base ordinaria, siano stati eseguiti dal proprio meccanico regolarmente e senza lasciare nulla al caso, questa che segue è una linea guida di ciò che va verificato prima di portare una moto all’interno di un circuito. Essendo interventi che richiedono del tempo, consigliamo di effettuare questi controlli con calma, magari qualche giorno prima della giornata di pista. Per nostra esperienza diretta, abbiamo potuto constatare, che le maggiori cause di cadute da parte di piloti neofiti, che entrano in pista per le prime volte sono dovute alla trascuratezza del veicolo, soprattutto per quanto riguarda una scarsa manutenzione dei componenti degli impianti freno e l’usura o il tipo degli pneumatici montati sulla moto. Da qui nasce la necessità di descrivere quali siano le verifiche tecniche da eseguire per poter correre in sicurezza!

CONTROLLI E ACCORGIMENTI GENERALI

  • Verificare i corretti serraggi di tutta la bulloneria della moto, come perni delle pedane, astine cambio, viti semimanubri, supporti motore, viti carter motore, mono ammortizzatore e piastre

forcella, carene, perni ruota, pignone e corona.

  • Lubrificare la catena ed eventualmente controllarne la corretta tensione.
  • Leve freno e frizione devono avere il classico "pallino" nelle loro estremità.
  • Sostituire il liquido refrigerante con dell’acqua distillata; questo perché dopo un’eventuale banalissima scivolata, la moto potrebbe perdere del refrigerante. Quest’ultimo oltre che essere corrosivo per l’asfalto, tende a non evaporare quindi a non asciugarsi, diventando così pericoloso per gli altri piloti che potrebbero passarci sopra.
  • Controllare che la manopola della manetta, torni indietro da sola dal massimo, non solo col manubrio dritto ma in qualsiasi posizione esso si possa orientare.
  • Verificare che le leve o paraleve del freno e della frizione, o qualsiasi componente montato sui manubri, girando gli stessi completamente a destra e a sinistra, non vada a cozzare su alcuna parte della carena o del telaio.
  • Essendo consentito l’utilizzo della carenatura originale, fari e fanali dovranno essere ricoperti con del nastro telato, in modo che in caso di caduta, non si frantumino lasciando detriti sull’asfalto. Specchietti retrovisori e targa, andranno invece rimossi.
  • È consigliato portarsi dietro i ricambi più basilari, come leve freno e frizione, pedalini poggia piede delle pedane e aste semimanubri. Questo perché sono le prime cose che vanno ad impattare in una semplice scivolata, potendosi piegare o rompere, compromettendo quindi il rientro in pista.

CONTROLLI SULL’ IMPIANTO DEL FRENO

  • Verificare lo spessore delle pastiglie freno. Una pastiglia con un consumo superiore al 60%, durante un utilizzo critico, scalda molto di più rispetto ad una nuova, sollevando cosi la temperatura di esercizio di tutto l’impianto frenante e causando possibili cedimenti improvvisi della pompa freno. È consigliato l’utilizzo di pastiglie sinterizzate per un utilizzo sportivo ma non estremo.
  • Utilizzare un olio freno adatto e all’altezza della situazione, ad esempio un Dot 5.1 o superiore,

o perlomeno sostituire quello vecchio per l’occasione, spurgando l’intero impianto.

  • È consigliato utilizzare tubi in treccia metallica, perché col calore generato dalle frenate si dilatano meno rispetto a quelli originali in gomma ed evitano l’effetto spugnoso che acquisisce la leva freno quando si surriscalda l’impianto frenante.
  • Tenere le pinze freno e i rispettivi pistoncini puliti. Le polveri create dallo sfregamento delle pastiglie sui dischi freno tendono a depositarsi all’interno delle pinze e sui loro pistoncini, incrostandosi e impedendo ai pistoncini stessi di muoversi liberamente, lasciando la ruota leggermente frenata il tanto che basta da far surriscaldare tutto l’impianto, fino a far vetrificare le pastiglie ed avere dei cedimenti di pressione repentini sulla pompa freno. Questo tipo di problema, si verifica spesso sulla ruota anteriore. La pulizia può essere eseguita semplicemente con uno dei classici pulitori freno spray reperibili in commercio, uno straccio ed un minimo di manualità.
  • Verificare l’affidabilità dell’impianto frenante! Il modo più semplice per verificare che un impianto mantenga la pressione è infilare un elastico intorno alla manopola del gas e la leva freno, tirandolo adeguatamente in modo da poter lasciare l’intero impianto in pressione per qualche ora, o magari per tutta la notte. Verificare quindi, che la leva freno non sia sensibilmente scesa o sia arrivata a toccare la manopola del gas. In questa eventualità, potrebbe esserci la presenza di una perdita di liquido freno, un problema sulle tenute interne della pompa freno, o della semplice aria nell’impianto.

CONTROLLI SU GOMME E SOSPENSIONI

  • Scegliere le gomme giuste! Meglio non avventurarsi sul tracciato con delle gomme troppo consumate e col pensiero di andare in pista per terminarle. Da evitare anche le gomme troppo stradali. Tuttavia, meglio non esagerare montando delle gomme da pista estreme, perché cominciano a lavorare correttamente a temperature che per un neofita sono difficili da raggiungere e mantenere, soprattutto se siete sprovvisti di termocoperte.
  • Impostare la pressione della gomma! Ogni costruttore consiglia una pressione di esercizio per le proprie gomme, soprattutto per un utilizzo pistaiolo. Se siete sprovvisti di termocoperta, correggete la pressione delle gomme a freddo fino al valore indicato dal costruttore; logicamente una volta entrati nel tracciato non forzare mai l’andatura ed evitare di anticipare l’apertura del gas giro su giro. Percorse 4-5 tornate di riscaldamento, fermarsi per controllare che la pressione sia corretta. Probabilmente il manometro indicherà una pressione più alta rispetto a quella impostata in precedenza. Questo perché la gomma scaldandosi, riscalda l’aria contenuta al suo interno, la quale si dilata aumentando il suo volume e quindi la pressione. Una gomma troppo gonfia tenderà a scivolare, una gomma troppo sgonfia renderà la moto più "pesante" da guidare. Ripristinare quindi le pressioni corrette e riprendere a girare. Quest’operazione andrà ripetuta ogni qualvolta che le gomme si raffreddano. Se invece si è provvisti di termocoperte, aspettare il raggiungimento della temperatura prestabilita, solitamente 80/100 gradi e impostare la pressione delle gomme consigliata. Dopo 3-4 giri, rientrare ai box per una nuova regolazione. D’ora in avanti grazie alla termocoperta, la pressione resterà pressoché stabile e per un neofita non ci sarà bisogno di controllarla ripetutamente. Raccomandiamo quindi, che con o senza termocoperte, è importante controllare la pressione delle gomme prima di ogni entrata in pista e che la pressione ideale si regola con la gomma calda.
  • Per quanto riguarda le sospensioni, verificare inizialmente l’assenza di perdite di olio dalle tenute. Non verranno ammesse in pista moto con paraoli forcella danneggiati, o con trasudazioni d’olio dal monoammortizzatore. Qualora la moto sia dotata di sospensioni regolabili, per non ritrovarsi in una situazione di sbando totale, consigliamo di iniziare la sessione col setting standard originale della moto e di considerarlo valido come base di partenza per successivi step. Riuscire a trovare il setting perfetto non è per nulla facile, spesso ci si impiega tanto, lo si può raggiungere dopo aver maturato un bel po di esperienza, perciò, per godersi la prima giornata in pista, meglio non perdere troppo tempo impazzendo dietro ai click delle sospensioni. Ad ogni modo, qualora ci si ritrovi costretti a modificare il setup è fondamentale intervenire sulle singole regolazioni una per volta, annotando su un foglio il tipo di intervento eseguito, rientrando successivamente in pista a provare se con la modifica fatta, si è ottenuto l’effetto desiderato.

La pista è l’unico luogo dove poter correre in moto. Aiutaci a metterti in condizioni di farlo in totale sicurezza e nel rispetto di chi ha tua stessa passione.

Buon divertimento!

Mc Seventyone

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